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Milano diventa “Salvatore del gladiolo perduto”

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Non costa niente, ma fa molto bene alla biodiversità della flora italiana. L’idea è semplice e ci si augura possa diventare virale: adottare, prendersi cura e poi liberare un gladiolo italico. Tutti qui? Tutto qui. Ma il risultato è di grande importanza.Tutto comincia al Vivaio ProNatura di San Giuliano Milanese, che sta cercando di costruire attorno a sé una rete di volontari-pollici verdi che abbiano voglia di buttarsi nell’avventura di “coltivare la biodiversità della flora spontanea italiana sui balconi di città, nei giardini, intorno agli orti comunitari o anche sul davanzale della finestra”.Dal vivaio spiegano come funziona l’iniziativa: “Noi forniamo gratuitamente una bustina di bulbilli. I ‘genitori adottivi’ si impegnano moralmente a moltiplicare le piantine per poi regalare loro l’indipendenza, mettendole a dimora negli ambienti naturali più idonei alla specie o negli spazi abbandonati delle periferie”.Per l’inizio della campagna è stato scelto un bel fiore, il gladiolo italico, simbolo della flora spontanea italiana, con bei fiori fuxia che richiamano anche le api. “Un tempo – spiegano dal vivaio – assieme a fiordalisi e papaveri si accompagnava al grano nelle messi di primavera. Oggi, purtroppo, è quasi scomparso dalle campagne a causa dell’utilizzo di diserbanti e tecniche di coltivazione intensiva e lo si incontra di rado ai margini dei campi”.Il Vivai ProNatura coltiva questa pianta da anni, con semi raccolti in natura e ora distribuirà bulbi gratis a tutti i candidati “Salvatori del gladiolo perduto”. Occorre metterli in un vaso al sole entro l’autunno e innaffiarli di tanto in tanto, dal momento che si tratta di una specie spontanea che “sa badare a se stessa”. Una volta moltiplicati, bisognerà rompere le zolle e portare i bulbi in natura, sul limitare di un bosco, in un vigneto o in un’aiuola cittadina.L’iniziativa serve anche a far conoscere il lavoro dell’associazione Vivai ProNatura, una onlus nata nel 1987, pioniera della salvaguardia della biodiversità della flora autoctona lombarda, che ha protetto e valorizzato con la gestione di un vivaio di piante selvatiche a San Giuliano Milanese e di una piccola serra nel carcere di San Vittore. Per partecipare o per chiedere informazioni si può scrivere una mail a vivnatur@tin.it.

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