La guida fiscale completa per giardinieri

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Vorresti lavorare in proprio nel settore del giardinaggio? Hai in programma di aprire Partita IVA come giardiniere, ma temi di non riuscire a sostenere la totalità delle spese? Niente paura! 

Nella nostra “Guida fiscale per giardinieri” troverai tutte le informazioni che ti occorrono per muovere i primi passi in questo campo: requisiti, costi iniziali, inquadramento, tasse e contributi. Ti spiegheremo come procedere con l’attivazione della Partita IVA e come associare correttamente ad essa il Codice ATECO dedicato ai lavori di cura e manutenzione del verde.

Vedremo, inoltre, le caratteristiche e i vantaggi del regime forfettario per i giardinieri, soprattutto in fatto di imposte e adempimenti. Se rientri nei parametri attualmente in vigore, infatti, puoi godere di una tassazione ridotta e di molte altre interessanti agevolazioni!

Chi è il giardiniere?

Il giardiniere è una figura largamente conosciuta, che non ha bisogno di particolari presentazioni. Capita spesso, infatti, di incontrare squadre specializzate in lavori di giardinaggio nei parchi pubblici e nelle aree verdi delle nostre città.

Le prestazioni di un giardiniere esperto possono includere: la sistemazione di prati e aiuole, il taglio dell’erba, la potatura di piante e alberi, la rimozione di foglie e rami secchi dal terreno, l’irrigazione dei giardini e, talvolta, anche l’esecuzione di piccole opere di muratura.

Come lavora il giardiniere?

In assenza di un regolare contratto di assunzione presso un ente pubblico, una cooperativa o una ditta privata, il giardiniere può lavorare anche in maniera autonoma - ossia con la Partita IVA - ma solo se risulta in possesso dei requisiti tecnico-professionali previsti dalla legge.

Difatti, ciò che non tutti sanno è che l’attività di giardinaggio comporta l’esposizione a diversi rischi, come quelli legati all’utilizzo di attrezzature elettriche o di prodotti potenzialmente nocivi per la salute e per l’ambiente, tra cui concimi, fertilizzanti, diserbanti, ecc.. 

Di conseguenza, secondo le disposizioni vigenti, chiunque intenda aprire Partita IVA per lavorare come giardiniere deve prima dimostrare di possedere i seguenti requisiti:

  • Iscrizione al R.U.P. (Registro Ufficiale dei Produttori), di cui all’art. 20, comma 1, lettere a) e c), del Decreto Legislativo n. 214 del 19 agosto 2005;

  • Attestato comprovante frequenza e superamento del corso professionale abilitante. 

In alternativa al corso, si richiede il possesso di almeno uno dei seguenti titoli di studio o formazione professionale:

  • qualifica professionale regionale riconducibile alle ADA 1.242.806 Cura e manutenzione di aree verdi, parchi e giardini e ADA.1.242.805 – Costruzione di aree verdi, parchi e giardini del QNQR (Quadro Nazionale delle Qualificazioni Regionali) e associate alla qualificazione di Manutentore del verde;

  • laurea, anche triennale, nelle discipline agrarie e forestali, ambientali e naturalistiche;

  • master post-universitario in temi legati alla gestione del verde e/o del paesaggio;

  • diploma di istruzione superiore di durata quinquennale in materia agraria e forestale;

  • iscrizione negli ordini e collegi professionali del settore agrario e forestale;

  • qualificazione pubblica di livello minimo 4 EQF (European Qualifications Framework– Quadro Europeo delle Qualifiche), riconducibile alle ADA del QNQR ovvero nei settori scientifico disciplinari, relativi alle discipline agrarie e forestali;

  • qualifica di operatore agricolo e diploma di tecnico agricolo rilasciati a seguito della frequenza dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP);

  • corso professionale di 80 ore (conseguito entro il 22/02/2018) o 160 ore (conseguito dopo il  23/02/2018) accreditato presso altre regioni o Province Autonome;

  • esperienza lavorativa almeno biennale, come manutentore del verde/giardiniere, in imprese con codice ATECO 81.30.00, anche secondario, alla data del 22/2/2018.

Come aprire Partita IVA per l’attività di giardiniere?

Una volta appurato il possesso dei requisiti elencati qui sopra, è possibile dare il via alla procedura di attivazione della Partita IVA. In questo caso, dato che l’attività del giardiniere prevede l’inquadramento da ditta individuale (e non da libero professionista), bisogna seguire un iter leggermente più complesso, che ha inizio con la presentazione della “ComUnica”.

La ComUnica è una pratica telematica che sostituisce ed accorpa i seguenti adempimenti:

  1. Apertura ditta individuale ed iscrizione al Registro delle Imprese

  2. Attivazione della Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate, attribuzione del Codice ATECO “81.30.00 - Cura e manutenzione del verde” e definizione del regime fiscale

  3. Iscrizione alla Gestione Artigiani e Commercianti presso l’INPS

  4. Iscrizione ad INAIL

Contestualmente alla ComUnica, è necessario presentare anche la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) presso gli sportelli SUAP del proprio Comune, allo scopo di accertare il possesso dei requisiti tecnici che abbiamo menzionato in precedenza.

L’apertura della Partita IVA come giardiniere, per chi sceglie di affidarsi a Fiscozen, ha un costo complessivo di 200 euro + IVA, nei quali sono compresi anche i diritti camerali, i diritti di segreteria e le imposte di bollo e l’assistenza di un consulente durante l’intera operazione.

Quante tasse paga un giardiniere?

Le spese fiscali sono un pensiero frequente per chi sceglie di mettersi in proprio. Tuttavia, grazie ad alcune scelte oculate, è possibile ridurre nettamente le preoccupazioni a riguardo.

Come abbiamo anticipato, infatti, l’adesione al regime forfettario permette di godere di una tassazione agevolata, incentrata su un’unica imposta sostitutiva, con aliquota fissa al 15%.

Inoltre, se si possiedono anche i requisiti per la cosiddetta “aliquota start-up”, la tassazione si riduce ulteriormente, dal 15% al 5%, per i primi cinque anni di attività.

Entrambe le aliquote, comunque, non si applicano sulla totalità degli incassi, bensì su quello che chiamiamo “reddito imponibile”. Per un giardiniere con la Partita IVA forfettaria (Codice ATECO “81.30.00 - Cura e manutenzione del verde”), esso corrisponde al 67% del fatturato lordo incassato, meno l’importo versato nello stesso anno per i contributi previdenziali.

Facciamo un esempio per rendere più chiaro il concetto.

Nel 2020 Marco, giardiniere, ha incassato 20.000 euro e versato 5.000 euro ai fini contributivi. 

Pertanto, il suo reddito imponibile equivale a 8.400 euro, ovvero a 13.400 euro (67% di 20.000 euro) meno 5.000 euro di contributi, mentre l’imposta sostitutiva corrisponde a 1.260 euro (con aliquota standard al 15%), oppure a 420 euro (con aliquota start-up al 5%).

Le agevolazioni, per chi adotta il regime forfettario, includono anche la franchigia IVA (ovvero la mancata applicazione dell’IVA sulle tariffe e l’assenza dei relativi adempimenti) e l’esonero da vari obblighi, come la tenuta della contabilità, l’invio dell’esterometro e gli studi di settore.

Quanti contributi paga un giardiniere?

Aprire Partita IVA come giardiniere comporta l’onere di versare non soltanto le imposte, ma anche i contributi previdenziali, calcolati secondo le modalità stabilite dalla Gestione Artigiani e Commercianti dell’INPS, ovvero dalla Cassa di riferimento per le attività artigianali.

Gli iscritti alla Gestione Artigiani sono tenuti a corrispondere due tipologie di contributi:

  1. Contributi minimi → La prima tipologia, obbligatoria a prescindere dal reddito effettivamente prodotto, prevede il pagamento di un importo fisso (che, per il 2021, è pari a 3.836,16 euro, ridotto a 3.572,94 euro per gli under 21).

  2. Contributi sul reddito eccedente → La seconda tipologia, dovuta in caso di sforamento del reddito minimo (ossia 15.953 euro per il 2021), corrisponde al 24% (o al 22,35% per gli under 21) della sola parte eccedente.

Nella circolare n.17 del 2021, l’INPS conferma l’aumento di un punto percentuale delle aliquote contributive applicate sui redditi superiori a 47.379 euro. Inoltre, ricordiamo che i giardinieri assoggettati al regime forfettario possono usufruire di uno “sconto” del 35% su entrambe le tipologie di contributi - fissi e variabili - presentando apposita richiesta all’Istituto.

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