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L’arrivo della primavera, con le temperature che si assestano sopra i 10 gradi e le infestanti non ancora diffuse, è il momento ideale per la semina del prato. Ma come fare?

La scelta migliore è un miscuglio di semi di tipi diversi: una singola specie o varietà è infatti adatta solo a situazioni speciali (ombra, scarpate, aridità...).

Per scegliere bene occorre valutare il clima (piovoso, siccitoso, mite, freddo...), il terreno (compatto, arido...), l’esposizione (ombra, sole), la manutenzione (costante o meno) e l’uso del prato (ornamentale, calpestabile...).

Se il miscuglio contiene almeno 4 o 5 specie di graminacee, il prato sarà più robusto, resistente e adattabile. In commercio esistono miscugli da prato adatti a ogni esigenza.

La quantità di semente da spargere è riportata in etichetta. Vanno evitati dosaggi più elevati, indicati solo per semine tardive (ottobre), situazioni difficili o probabili grandi infestazioni di malerbe. Si può invece aumentare la dose sui bordi.

Ma qual è il giorno giusto?

La semina va fatta in un giorno sereno e senza vento, a spaglio o meglio con una seminatrice a rullo, effettuando due passaggi incrociati ad angolo retto.

La semina a spaglio richiede esperienza: per evitare l’effetto macchia di leopardo si mescola ai semi un’uguale quantità di sabbia, effettuando doppio passaggio.

Dopo la semina si stende un po’ di terriccio con il rastrello per coprire i semi, si innaffia a pioggia. Nel giro di due mesi l’erba può essere già folta e fitta.

Se a crescita avvenuta il manto erboso è poco uniforme, con alcune zone fitte e altre spoglie, riseminatevi la medesima semente. Durante la germinazione ricordatevi di non camminare sul terreno seminato finché l’erba non sarà cresciuta qualche centimetro.

Fonte: Promogiardinaggio

 

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