Come saranno i garden center di domani?

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**Il 14 e 15 gennaio si è svolto a Stresa il terzo Convegno nazionale AICG (Associazione Italiana Centri Giardinaggio), è soddisfatto di come si sia svolto il meeting di quest’anno?**Direi proprio di sì, in tre anni abbiamo visto un’ascesa costante della nostra associazione e di questo meeting annuale: quest’anno abbiamo ospitato 320 partecipanti e abbiamo visto raddoppiare anche le aziende sostenitrici, ben 48, molte delle quali hanno avuto la possibilità di allestire una mini esposizione durante i giorni della manifestazione. Ma quel che mi dà più soddisfazione è il bellissimo scambio di idee e l’incontro che si crea tra tutti i “gardenisti” presenti. **Qual è lo scopo di questo incontro, chi coinvolge e partecipa, e quali sono state le tematiche più rilevanti affrontate?**Tra gli scopi del convegno vi è, come fanno, le associazioni straniere, quello di creare un evento interattivo, un momento di incontro in cui si presenta ciò che è stato fatto durante l’anno appena concluso, ma soprattutto dove vengono presentate tutte le attività che si metteranno in campo per il futuro. Mi piace pensare al convegno anche come un importante momento di convivialità dove gardenisti, paesaggisti, aziende, produttori di piante e formatori si possano incontrare per uno scambio e confronto. Sempre nell’ottica di guardare e imparare dall’estero trovo molto significativa la testimonianza degli ospiti stranieri, come Olivier Mathys, componente del Direttivo dell’Associazione Nazionale Belga dei Centri di Giardinaggio, il quale ha approfondito aspetti inerenti al profilo, alla tipologia e alle scelte di marketing dei garden center in Belgio, e alla testimonianza della giovanissima Giulia Zocca, protagonista di uno stage semestrale presso il “Barton Grange”, nel nord dell’Inghilterra, uno dei più rinomati garden center britannici.**Avete “tirato le somme” per l’anno che si è appena concluso? Il 2014 è stato soddisfacente – anche in termini di mercato e profitti - per la vostra associazione e per i vostri associati?** Certamente il 2014 è stato un anno altalenante, abbiamo registrato una primavera con un trend molto positivo, ma un’estate “triste”, dovuta anche al clima, molto piovoso. Il periodo natalizio invece è stato positivo e ci auguriamo che sia il primo segnale di ripresa per il 2015. In generale possiamo dire che la vendita delle piante è andata bene, mentre l’arredo ha registrato un segno negativo, le decorazioni, in concomitanza del periodo natalizio, hanno registrato un trend positivo. **Quali sono stati gli interventi e i relatori più significativi che si sono alternati durante il convengo?**Oltre ai nomi già citati, è stato molto apprezzato l’intervento del prof. Dipak R. Pant (Università Cattaneo-LIUC, fondatore/coordinatore del primo gruppo di ricerche sulla sostenibilità in Italia), che ha presentato un interessante approccio all’economia sostenibile e la tavola rotonda sul futuro dei centri di giardinaggio, a cui hanno preso parte consulenti di settore (Lucio Brioschi, Paolo Montagnini, Severino Sandrini) e giornalisti (Paolo Milani e Francesco Tozzi).**Per migliorare la qualità dei garden center italiani è importante guardare anche ai modelli stranieri, durante il convegno ci sono state testimonianze internazionali? Quali? Che esempi hanno “portato”?** Il confronto con l’estero è sicuramente molto importante, ma bisogna stare attenti a non copiare ciecamente, ma a prendere spunti, con le dovute differenze per la situazione italiana. Durante il convegno si è parlato molto di quello gli inglesi chiamano “inspection”, una sorta di certificazione volontaria di qualità. Sue Allen, ex presidente dell’Associazione internazionale IGCA e di quella britannica dei centri di giardinaggio e nuovo socio onorario AICG, insieme a Martina Schullian (Vicepresidente AICG), hanno presentato un primo quadro di questo progetto che riguarda il monitoraggio e la certificazione degli standard dei centri di giardinaggio italiani, che, come avviene in Gran Bretagna, in Germania ed in molti altri Paesi, potranno scegliere di essere sottoposti annualmente al vaglio ufficiale di un esperto, incaricato di valutarne efficienza e qualità, rendendoli più competitivi sulla base di standard internazionali. Si tratta di una certificazione di qualità volontaria che speriamo possa innescare un meccanismo virtuoso, al fine di alzare il livello dei nostri garden center e dare loro consigli utili per crescere e svilupparsi. **A suo avviso nel 2015 ci sono i presupposti per una sostanziale ripresa del mercato?** Cerchiamo sempre di essere ottimisti, ma il nostro lavoro è fortemente legato al clima, certamente non credo che la crisi sia finita e molte delle vendite sono strettamente collegate al mercato immobiliare, che per adesso è ancora fermo, ma come ho detto siamo ottimisti. **Secondo lei quanto è importante e funzionale che il garden center, oltre a offrire prodotti, sia sempre di più un centro di giardinaggio in grado di offrire anche servizi? Come corsi, esposizioni, aree relax, ristorazione, ecc.** Sicuramente la direzione è quella di non vendere solo prodotti, ma offrire anche servizi, fare in modo che il garden center, anche a livello terminologico, diventi un centro di giardinaggio in grado di promuovere la cultura del verde, diventando un punto di incontro per gli appassionati del verde. Ovviamente promuovendo corsi, mostre, dimostrazioni di fai da te, ma anche cibo e prodotti biologici. **Quali sono a suo avviso i principali problemi che “affliggono” i garden center italiani?** Sicuramente il discorso normativo. Non è facile ottenere le licenze e la burocrazia è un grosso ostacolo. Inoltre, non è facile fare l’imprenditore e gestire uno store che ha molte referenze e settori. Altra difficoltà tutta italiana è la mancanza di scuole qualificate per la formazione degli amministratori e dei collaboratori dei garden center. **Il fatto di “fare squadra” e di avere un’associazione che funga da punto di aggregazione quali vantaggi offre?** L’associazione ha certamente contribuito a superare un certo individualismo di fondo di questo settore, creando nuovi spunti e facendo rete. Prima credo mancasse del tutto una visione d’insieme e raramente si parlava con il nostro vicino/competitor. Il fatto di fare network credo serva per sbagliare meno, più che per fare meglio, e le posso assicurare che è già molto! **Ci saranno altri momenti d’incontro e confronto simili, tipo a Myplant & Garden? Ce ne vuole parlare?** Sì, nell’area convegni della nuova fiera Myplant & Garden a Rho fiera, giovedì 26 dalle 14.00 alle 16.00, abbiamo organizzato una nuova tavola rotonda per parlare del futuro dei centri di giardinaggio e di molto altro ancora.

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