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Crimine e degrado in città si combattono con il verde

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Non solo salute e benessere: la presenza nelle città di spazi verdi ben curati e gestiti si traduce anche in maggiore sicurezza. Di questo si è ragionato nel convegno “Il verde nelle Smart Cities, parchi e viali alberati per il benessere delle città contro degrado e criminalità”, che Assofloro Lombardia e Coldiretti hanno organizzato a Milano.

È la prima volta che si parla in Italia del tema della correlazione tra verde e sicurezza, al centro di numerosi studi negli USA.

Durante il convegno, Francesco Ferrini, docente dell’Università di Firenze, ha illustrato i risultati della celebre ricerca di Philadelphia, dove nel 2014 alcuni terreni liberi della città sono stati bonificati e restituiti alla comunità come parchi e giardini pubblici a gestione privata. “Risultato: i fenomeni di criminalità avevano lasciato il passo ad un ambiente curato, protetto e cosa assai più importante sicuro, con una importante riduzione dei reati registrati”.

Convegno verde urbano e criminalità MilanoL’architetto Stefano Boeri ha illustrato invece la proposta di utilizzare le piante anziché le barriere in cemento per la protezione di piazze e spazi aperti da eventuali attacchi terroristici. “Un valore aggiunto che da un lato migliorerebbe l’estetica dei centri urbani, dall’altra permetterebbe ai cittadini di contenere la” ha detto Boeri.  

Molte sono state le declinazioni del tema all’interno del convegno milanese: il verde come fonte di benessere, i giardini terapeutici, modelli e spunti per una gestione virtuosa, il rapporto tra il pubblico e il privato, la mobilità.

Ma quanto verde c’è nelle nostro città? “Oggi – dice Nada Forbici, presidente di Assofloro Lombardia – 31 mq di verde urbano a persona è il valore medio per le città italiane, che si riduce a 22 mq a Torino, 17,9 a Milano e 13,6 a Napoli. Non è sufficiente per rompere l’assedio dello smog. La battaglia si può vincere, oltre che attraverso le misure di riduzione degli inquinanti, anche potenziando il verde urbano. La buona progettazione e pianificazione del verde urbano è la prima regola per un successo assicurato nel tempo contro l’inquinamento. Una ricca biodiversità, utilizzando alberi autoctoni, sempreverdi e caducifogli, rende più efficace la lotta agli agenti inquinanti”.

“Una pianta adulta è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 g di polveri sottili e un ettaro di piante elimina circa 20 kg di smog in un anno - rimarca Ettore Prandini, vice presidente nazionale di Coldiretti  e presidente di Coldiretti Lombardia – La vegetazione urbana può abbattere fino al 3% di Co2 emessa dal traffico delle automobili. Gli alberi possono ridurre la temperatura dell’ambiente da 1 a 3 gradi, determinando un risparmio energetico per il raffreddamento e riscaldamento degli edifici fino al 30-40% quantificabile in un valore economico medio di 18 € all’albero l’anno. E ancora, la vegetazione urbana rimuove dall’atmosfera fino a 161 kg l’anno di Pm10, con beneficio economico stimabile di circa 5500 €. I sempreverdi hanno la capacità di trattenere gli agenti inquinanti anche d’inverno, mentre le caducifoglie a riposo continuano ad utilizzare il tronco e le ramificazioni. Azioni importanti devono essere quelle di inserire alberi nei cortili delle scuole e in aree cittadine particolarmente trafficate in modo da mitigare l’aria. Anche l’utilizzo di terrazzi verdi e verde verticale negli edifici può contribuire a migliorare la qualità del clima urbano”.

- La redazione -

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