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Il Coronavirus e gli effetti sulle aziende del garden

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Gli effetti dell’epidemia di Coronavirus che hanno già cominciato a farsi sentire nel mercato globale creano i primi problemi anche alle aziende del comparto giardinaggio, in particolare in termini di approvvigionamento. E non sono poche le preoccupazioni per l’andamento, nei prossimi mesi, di importazioni ed esportazioni.

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Lo stallo della produzione cinese e le difficoltà logistiche dei trasporti incidono sull’arrivo in Italia di prodotti e componenti, come conferma il manager di una nota azienda italiana di macchine per il giardino: «Anche se attualmente non abbiamo ancora avuto ritardi nelle consegne, poichè i prodotti spediti via nave sono stati ordinati prima dell'aggravarsi della situazione sanitaria, il timore è che la situazione possa peggiorare proprio durante la stagione primaverile, inoltre - a quanto ne so - la produzione di molte aziende si è interrrota, e quindi anche l'assemblaggio del prodotto finito non è più possibile a causa dello stop improvviso di quella che viene definito global supply chain».

E anche un’altra azienda – che allo stesso modo preferisce rimanere anonima – conferma la preoccupazione: «La situazione rischia di produrre gravi conseguenze sia da un punto di vista dell’approvvigionamento sia dal punto di vista dell’export italiano».

Ancora più problematica è la situzione per la grande distribuzione, proprio in questi giorni la catena di distribuzione organizzata Carrefour ha fatto sapere di avere problemi di approvvigionamento proprio per il reparto garden con un assottigliarsi delle scorte dei prodotti provenienti dal mercato cinese. Il tutto in una dichiarazione raccolta e pubblicata dal Corriere della Sera.

Per dare un’idea del rallentamento, solo nel mese di gennaio – come ha dichiarato all’Ansa il presidente dei porti di Genova, Savona e Vado, Paolo Emilio Signorini – la riduzione dei volumi scambiati dai porti cinesi è stata del 20%, con 7 cancellazioni di servizi per i prossimi tre mesi sulla rotta Asia-Europa. 

«Il coronavirus – ha detto il direttore del porto di Genova all’Ansa – ha provocato un blocco nella produzione e negli scambi in Cina».

«In prospettiva se l'epidemia è effettivamente controllata, sia dal punto di vista della pericolosità del virus sia del contagio e della diffusione, avremo un rallentamento dell'import export di alcuni mesi, viceversa se il blocco nella produzione in Cina durasse per più tempo i danni sarebbero significativi. Il dato molto importante per noi - spiega - è capire quando la forza lavoro in Cina tornerà nelle fabbriche e nei cantieri, al momento la situazione è ancora ferma anche se stanno iniziando a lavorare per turni negli uffici», afferma il presidente dei porti di Genova, Savona e Vado, Paolo Emilio Signorini. 

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