Dissesto idrogeologico: a Eima i "cantieri del territorio"

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Macchine per l’agricoltura, ma non solo. La rassegna internazionale dell’EIMA, apertasi ieri a Bologna, ha messo in mostra tecnologie per la manutenzione del territorio; e ha ospitato un workshop sul tema del dissesto idrogeologico e sui mezzi meccanici per gli interventi nelle aree boschive, nelle aree rurali, presso gli argini dei fiumi e i bordi delle strade. Macchine per le attività forestali e per la gestione delle masse legnose residue, macchine per lo scavo dei fossi e degli argini, pale meccaniche dalle diverse dimensioni per ogni tipo di sistemazione territoriale, oltre alle tradizionali macchine agricole e per il movimento terra, sono oggi disponibili in una gamma molto ampia, e in grado “di fare la differenza” nei contesti ambientali a rischio. A questo tema è stato dedicato il workshop dal titolo “Dissesto idrogeologico: un tema di meccanizzazione”, organizzato da FederUnacoma, Promoverde e Landmaking, nell’ambito della grande rassegna della meccanizzazione. Sugli aspetti tecnici si è incentrato l’intervento di Raffaele Spinelli - ricercatore del CNR - che ha sottolineato il ruolo dell’industria meccanica negli impieghi para-agricoli e ambientali. I costi per riparare al danno causato da frane e alluvioni – secondo le stime presentate nel corso del workshop da Lucilla Boschi di Landmaking – ammontano, nel periodo che va dal 1944 al 2012, ad una somma corrispondente a 61,5 miliardi di euro, una cifra enorme che evidenzia la necessità di prevenire il rischio, anche potenziando le dotazioni tecnologiche. Le aziende agricole - ha spiegato nel suo intervento Gianluca Cristoni di Promoverde - rappresentano il vero presidio per la prevenzione del dissesto, potendo svolgere, nell’ambito dell’attività multifunzionale, interventi proprio di manutenzione delle aree rurali, soprattutto nei territori a maggiore rischio, che in Italia hanno un’estensione enorme interessando ben 5.600 comuni, pari al 70% del totale. Il mercato delle macchine per l’agricoltura e il movimento terra è in netta flessione nel nostro Paese, a causa della crisi del settore agricolo e dell’edilizia, ma esiste un mercato potenziale molto importante, rappresentato appunto da quelli che ad EIMA International sono stati battezzati come i “cantieri del territorio”.

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