Professione giardiniere, la parola è alle regioni

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Un tema di grande attualità, quello del riconoscimento professionale del giardiniere. Se ne è discusso molto la scorsa estate, non solo tra gli addetti ai lavori, quando l’attività di giardiniere professionista è stata ufficialmente riconosciuta nell’agosto 2016 come legge.

Per conoscere gli ultimi aggiornamenti sugli sviluppi della normativa, GardenTV ha intervistato Nada Forbicipresidente della provincia di Brescia e regionale dei florovivaisti, denominata Assofloro Lombardiamembro del Tavolo tecnico di filiera del florovivaismo nazionale e dello steering committee del ministero delle Politiche Agricole a Roma.

Il 10 agosto 2016 é stata pubblicata sulla gazzetta ufficiale la legge per il riconoscimento dell'attività del costruttore e manutentore del verde, l'iter normativo però non é concluso. Ci vuole spiegare quali sono i prossimi passaggi normativi, soprattutto per quando riguarda i contenuti a livello regionale per il rilascio dell'attestato d’idoneità?

“Come richiama il comma 2 dell'art. 12 della Legge 154/2016 il rimando per l'applicazione della legge spetta alle regioni. Attualmente, le regioni sono in attesa di un chiarimento da parte dell'ufficio legislativo del MIPAAF chiesto dal MISE sullo stesso art. 12. Quali saranno i contenuti dei decreti applicativi lo vedremo quando le regioni si esprimeranno. A livello di Regione Lombardia, Assofloro Lombardia congiuntamente con Coldiretti Lombardia, Confagricoltura Lombardia, CIA Lombardia e Confartigianato Lombardia hanno condiviso e presentato delle proposte di linee guida per il decreto applicativo. Questo documento di proposta è stato richiesto e divulgato al livello di Tavolo tecnico del florovivaismo del ministero delle Politiche Agricole a Roma, dove Assofloro Lombardia siede per nomina da decreto ministeriale”.

Il riconoscimento della professione del giardiniere è il risultato di un percorso iniziato a fine 2013 con Regione Lombardia per il riconoscimento giuridico, poi rimandato dalla stessa a livello nazionale e portato avanti dalle associazioni di florovivaisti, tra le quali Assofloro, con il sostegno dei sindacati, che si sono uniti con tutta la filiera in un organo di Coordinamento per partecipare attivamente al Tavolo di lavoro nazionale che si è impegnato in questo lungo percorso legislativo. Come ha avuto origine questo organo di coordinamento?

“Attualmente non è corretto parlare di ‘organo di collegamento’, il lavoro si è svolto al Tavolo di  filiera del florovivaismo del MIPAAF a Roma, all'interno del piano nazionale triennale del florovivaismo 2014/2016, approvato in conferenza Stato-Regioni ad agosto 2015, dopo che Regione Lombardia a luglio 2014 ci disse che non poteva approvare una legge regionale per il riconoscimento giuridico della professione se non esisteva un decreto nazionale”.

"A oggi non c'è una risposta di che cosa sarà contenuto all'interno dell'attestato di idoneità, proprio perché nessuna regione d'Italia a oggi (marzo 2017) si è ancora espressa"

Da quali altre associazioni ed enti è composto questo Tavolo di lavoro?

“La composizione dei membri del tavolo di lavoro la potete trovare sul sito del ministero delle Politiche Agricole e le associazioni e distretti vengono accreditati per decreto ministeriale, l'ultimo decreto ministeriale che definisce chi ha diritto di partecipare al Tavolo di lavoro attuale ha data 2012”.

Qual è stato l'iter ministeriale per essere accreditati a partecipare? 

“L’iter per essere accreditati è dato dalla rappresentatività e dalla rappresentanza delle singole associazioni e distretti, oltre alle regioni e alle università”.

La definizione della proposta di legge ha coinvolto e interpellato fin da subito gli artigiani e Confartigianato per definire il riconoscimento dell'idoneità professionale? Quando e in che modo?

“Sì, il coinvolgimento di Confartigianato è avvenuto a partire da gennaio 2015, nella riunione che si è tenuta a Milano, presso il palazzo della regione Lombardia, ripeto a gennaio 2015”

La proposta é stata accolta in maniera favorevole?

“L'esigenza di vedere il riconoscimento giuridico della professione del costruttore e manutentore del verde è nata congiuntamente sia dalle sezioni agricole, sia da quelle artigiane, ovviamente se ne è potuto discutere con quelle accreditate ai tavoli regionali e nazionali”.

Come già ipotizzava durante la nostra ultima intervista, i requisiti professionali saranno omogenei per tutte le regioni?

“È quanto auspichiamo”.

Conferma quindi che in conferenza Stato-Regioni saranno predisposte delle linee guida omogenee a livello nazionale per ottenere l'abilitazione?  

“Questo è quanto è stato espresso durante uno degli ultimi CPA, dove all'ordine del giorno si riportava l'art. 12 della Legge 154/2016”.

"L'esigenza del riconoscimento della professione del costruttore e manutentore del verde è nata dalla necessità di innalzare il livello di professionalità del nostro settore, in particolare modo legato alla salvaguardia del patrimonio arboreo, per fare emergere il lavoro sommerso"


Per ottenere l'idoneità professionale il giardiniere dovrà frequentare dei corsi di formazione, magari rilasciati da enti preposti e "riconosciuti", oppure per il rilascio dell'attestato si terrà conto anche dei titoli di studio già acquisiti? 

“Come già detto vedremo che cosa decreteranno le regioni, a oggi non c'è una risposta di che cosa sarà contenuto all'interno dell'attestato di idoneità, proprio perché nessuna regione d'Italia a oggi (marzo 2017) si è ancora espressa. Ripeto, attualmente c'è una sola proposta di linee guida per un decreto applicativo condivisa tra Assofloro Lombardia con le organizzazioni sindacali lombarde Confagricoltura, Coldiretti, CIA e Confartigianato presentata alla DGA Regione Lombardia”.  

Quale principio fondante ha portato alla necessità del riconoscimento della professione del costruttore e manutentore del verde?

“L'esigenza è nata dalla necessità di innalzare il livello di professionalità del nostro settore, in particolare modo legato alla salvaguardia del patrimonio arboreo, per fare emergere il lavoro sommerso. Da questi principi siamo partiti per scrivere la proposta delle linee guida per il decreto applicativo alla nostra Regione Lombardia e che stiamo cercando di condividere con le principali associazioni e distretti riconosciuti a livello regionale e nazionale. Potete trovare il documento sul sito di Assofloro Lombardia”.  

 

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