La formazione del groudsman in Europa

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È facile notare, se vogliamo cercare dei professionisti del verde sportivo, dove e come operano, i quali utilizzano sempre più strumenti e prodotti all’avanguardia, per far si che i loro pitch sports risultino performanti e sicuri ai giocatori, ma anche sempre verdi alla vista  televisiva o quando andremo a vedere una partita dal vivo.

Il canale social dove possiamo trovare tutti questi professionisti del verde, per la maggior parte centinaia of young talents che stanno seguendo le orme dei loro predecessori, i quali ne hanno creato una cultura del verde sportivo da più di 60 anni or sono, con  interventi all’unisono di scuole (IOG…), associazioni (GMA…) , imprese lungimiranti (ProPitch…), federazioni (FA) e Ministeri del lavoro, unita ad  una buona dose di volontà propria per il bene comune.

L’importanza della cultura del groundsman

Come il nostro ed unico head groundsman italiano Gianni Casini formato presso UNIPI e a Sutri (una risorsa per il nostro Paese), che per forza maggiore, pratica  la sua esperienza culturale e così sua passione all’Alliance Riviera di Nizza in Francia, dopo varie collocazioni lavorative sempre in Europa, troveremo tali personaggi specializzati, tra agronomi, assistenti e tecnici nel verde sportivo su Linkedin, dove noi della associazione grassmed stiamo radunando nel gruppo giardiniere sportivo (groundsman) e così per chi volesse approfondire quali siano le caratteristiche le aspirazioni i compensi le tematiche, di tale nuova professione per i campi sportivi ed ottenerli sempre più competitivi può iscriversi e così stare in contatto con questo mondo, in Italia ancora poco conosciuto, (la maggior-parte sono inglesi, ma che francesi e spagnoli pian piano si stanno adeguando).

A differenza di come viene intrapreso nel nostro Paese, il groundsman non è il consulente di turno che deve proporre servizi e prodotti di una determinata azienda (venditore), e neanche un operatore a comando che esegua direttive esterne da aziende che hanno vinto il bando sulla costruzione e manutenzione su quel centro sportivo; al contrario il groundsman deve avere la sua indipendenza  da aziende esterne, sarà colui che con la sua cultura formativa prima ed esperienza pratica in campo dopo, riuscirà a gestire dal budget della sua società sportiva messa a disposizione,  il/i campi sportivi in erba naturale o ibrida, facendo esprimere il meglio dei giocatori che lo utilizzano, proprio perché lui stesso avrà una relazione stretta con il coach o preparatore atletico, i quali indicheranno secondo il protocollo federale del mantenimento erba naturale, le caratteristiche tecno/tattiche della squadra. Così facendo otterremo il vantaggio del  12° uomo in campo che altro non è il campo stesso.

La ricerca della propria autonomia, la facoltà di scelta, l’intuire cosa sia meglio per il proprio campo controllato quotidianamente, fa si che che le aziende professionali si adeguino, o meglio cercano e ricercano di soddisfare le esigenze del groundsman, colui che vive il campo giorno per giorno, dove persino un suo olezzo differente, potrebbe essere un segnale per cure tempestive e/o preventive.

Visita il sito di Grassmed per aggiornamenti e informazioni sulla figura del giardiniere sportivo

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