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Giardinieri, com’è andata la ripresa?

Giardinieri, com’è andata la ripresa?

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Con il DPCM del 10 aprile il codice Ateco 81.30 – quello che fa riferimento al lavoro del giardiniere  – è stato inserito tra le attività la cui ripresa era consentita, pur con alcune limitazioni (come la realizzazione di nuove aree verdi). Centinaia di giardinieri hanno potuto rimettersi, almeno parzialmente, al lavoro.
GardenTV ha voluto intervistare uno di loro, per capire come è andata, se e quali sono stati i problemi e come si affronta il lavoro nel nuovo contesto di emergenza sanitaria. Ecco il racconto di Luigi Pinna, di Progetto Verde Olbia.

Se volete raccontarci la vostra esperienza scriveteci a info@grdentv.it oppure sulla nostra pagina Facebook https://www.facebook.com/gardentv.it/.

Quale sono state le prime cosa da fare? 
«Primo giorno di ripresa, la prima cosa da fare è stata organizzare il lavoro e in particolare pensare a mascherine, guanti, disinfettante per sistemare i furgoni e poi da portare sempre dietro, per farci trovare preparati anche in caso di controlli»

Mascherine e disinfettanti si trovano facilmente?
«Purtroppo no, c’è ancora difficoltà nel reperire i disinfettanti e soprattutto le mascherine e i guanti in lattice, che non ho trovato da nessuna parte, né in farmacia, né nei centri commerciali. Perciò ci stiamo arrangiando alla meglio. Una volta pronti, secondo problema».

Cioè?
«Il viaggio sul furgone. Ci siamo informati se potessimo viaggiare tutti insieme o da soli. Quindi abbiamo contattato la polizia locale, che ci ha confermato che avremmo potuto viaggiare in quattro usando tutti le mascherine e le dovute protezioni. Quindi siamo partiti per metterci al lavoro».

Come avete trovato i giardini?
«Le cose da fare sono davvero tantissime, dal prato alto che va ripristinato e tagliato gradatamente, cosa che fa perdere molto tempo, alle concimazioni, rimaste indietro. Purtroppo ora sta per arrivare il caldo, siamo ancora in tempo ma in alcune zone qualcuno è rimasto impreparato e non avendo fatto le concimazioni periodiche il pericolo è che il prato si ammali. Poi le potature, pulizie, insomma un bel po’ di arretrato».

«Noi in ogni caso per il momento ce la mettiamo tutta, sperando che questa emergenza finisca presto».

Niente nuove realizzazioni invece.
«Quelle non si possono assolutamente fare, anche perché i cantieri sono fermi, quindi i nuovi giardini andranno rimandati alla fine dei lavori e alla fine dell’emergenza».

Avete avuto controlli?
«Sì, e purtroppo devo dire che c’è ancora molta poca chiarezza sul fatto che noi giardinieri possiamo lavorare e purtroppo le interpretazioni sono molte: a un controllo dei carabinieri ci è stato detto che erano previsti solo lavori su aree pubbliche. Alla fine abbiamo dovuto rivolgerci alla prefettura per avere una dichiarazione».

 

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