Una legge per scuole con spazi verdi

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Un disegno di legge appena presentato al Senato da Monica Cirinnà e nato da una proposta della Lipu-Birdlife Italia, indica come ripensare in chiave ecologica le scuole, il luogo dove i bambini vivono almeno metà delle loro giornate. Giardini e cortili verdi dunque, orti e birdgarden affinché le nuove generazioni crescano in modo più sano e felice, rieducate a una confidenza con gli ambienti naturali. Si tratta di interventi indispensabili affinché, dall'infanzia all'adolescenza, gli studenti possano abitare le scuole in sicurezza, senza sovraffollamento, in ambienti che garantiscano decoro e senso estetico, in un giusto contesto architettonico", spiega la Cirinnà.Alla base del progetto c'è l'accurata ricerca realizzata un anno fa dalla Lipu, che in tutta la penisola sottoponeva insegnanti, dirigenti scolastici e genitori a un questionario. Si apprende così che più del 90% del significativo campione gradirebbe per gli alunni l'ora di ricreazione all'aperto, dichiarandosi convinto (al 78%) che questo possa favorire concentrazione, creatività (90%) e reciproca comunicazione (81%). Ma il 78% degli insegnanti, 400 contattati fra quelle scuole che già dispongano di un'area esterna, non reputa sicuro condurre fuori gli studenti a causa di inadeguatezza o fatiscenza dei cortili in uso. E ancora, si dice che nel 41,6% dei casi solo un giorno a settimana, se non di meno, è concesso ai bambini per godere all'aria i momenti di pausa, il 20,5% riferisce di due-tre giorni a settimana, mentre il 42,2 % degli insegnanti afferma che nell'insieme le ore salubri dei bambini sono meno di dieci al mese."Negli Stati Uniti, numerose e recenti ricerche dimostrano come la mancanza di tempo regolarmente trascorso in natura, o semplicemente all'aperto, o comunque a contatto con il verde, creino nello sviluppo del bambino patologie sia psicologiche che fisiologiche, quali deficit dell'attenzione, obesità, problemi alla vista, depressione" si legge nell'introduzione al ddl della Cirinnà. "Il fenomeno, denominato "Nature Deficit Desorder" da Richard Louv nel 2005 nel libro Last Child in the woods, negli Stati Uniti è stato molto discusso e ha visto la nascita di un grande movimento chiamato "No child left inside", che ha ottenuto che il Governo degli Stati Uniti, a più livelli, fornisse fondi per attivare formazione agli insegnanti, ai genitori e ad altri operatori dell'infanzia e adolescenza per organizzare in maniera strutturata attività e incontri in natura, nonché una legislazione in grado di assicurare ai ragazzi, durante l'orario scolastico, del tempo all'aperto, in giardini e spazi verdi. Nel nostro Paese studi recenti rilevano come le scuole italiane con giardini o aree verdi disponibili siano in costante diminuzione, facendo posto a cortili cementificati dove trascorrere la ricreazione".Fonte Margherita D'amico da Repubblica.it"

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