Le 4 piante del giardino che rivelano se l'aria è inquinata

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E se fosse possibile valutare la qualità dell'aria, capire se è pulita o inquinata, semplicemente osservando le piante del proprio giardino? Gli scienziati del National Center for Atmospheric Research di Boulder sono convinti di sì! E per valutare l’inquinamento atmosferico hanno creato uno speciale giardino chiamato The Ozone Garden (il giardino dell’ozono): le piante in questo appezzamento reagiscono – visibilmente – all’aumentare dei livelli di ozono. “Si iniziano a vedere dei danni sulle foglie, che possono riguardare la presenza di piccoli gruppi di macchie nere”, afferma Danica Lombardozzi, una ricercatrice post-dottorato presso il NCAR e una delle creatrici del giardino. **Le piante sentinella** Ma quali sono queste piante così “sensibili” all’inquinamento? Ci sono quattro tipologie che formano The Ozone Garden, ognuna selezionata per la sua sensibilità nei confronti dell’ozono:1) Asclepias L. (milkweed), piante perenni con oltre 140 specie conosciute 2) Phaseolus vulgaris, cioè i fagioli verdi, conosciuti anche come fagiolini 3) Solanum tuberosum L., meglio conosciuta come patata, parola che si riferisce sia alla pianta sia al tubero4) Rudbeckia laciniata L. (cutleaf coneflower)Secondo gli esperti, alcune piante sono più sensibili di altre all'ozono ed è proprio in base a questo criterio che hanno effettuato le proprie scelte. Quando i livelli di ozono sono troppo alti, le piante respirano" ozono. Così alcune delle cellule di clorofilla presenti nelle foglie muoiono, perdono il classico pigmento verde in alcuni punti, dove compaiono delle macchie nere.**Un allarme per uomini e coltivazioni** I ricercatori del NCAR sottolineano che il periodo dell'anno peggiore per l'inquinamento da ozono riguarda i mesi di luglio e agosto. I limiti di esposizione all'ozono per gli esseri umani sono fissati dall'Environmental Protection Agency per quanto riguarda gli Stati Uniti. Le piante possono iniziare a evidenziare gli effetti negativi della presenza di questo inquinante prima che si raggiunga il limite fissato per le persone. "Un principio simile all'uso dei canarini nelle miniere di carbone", dice Lombardozzi. L'idea alla base del “giardino dell’ozono” consiste nel rendere visibili gli effetti negativi di un inquinamento "invisibile", ma dannoso per gli esseri viventi, siano essi piante o umani, così che tutti possano vedere e capire. Inoltre, nel corso del tempo gli esperti hanno evidenziato che livelli elevati di ozono possono ridurre i rendimenti di alcune coltivazioni importanti, come grano, soia e cotone. A parere degli esperti, comprendere l'entità della riduzione delle rese è importante per tutelare l'agricoltura e la sicurezza alimentare. “Grazie a giardini come questi – afferma Danica Lombardozzi – possiamo visualizzare e comprendere gli effetti negativi e ‘invisibili’ dell’inquinamento sugli organismi viventi”. "

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