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Il regime forfettario per il giardiniere

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Come funziona il regime forfettario per il giardiniere? Lo scopriamo in questa guida completa e pratica: prenderemo in esame tutti gli aspetti principali, come la tassazione, gli adempimenti da effettuare, le agevolazioni, ma anche requisiti e limitazioni.

Prima di entrare maggiormente in dettaglio, vogliamo tuttavia spendere due parole a proposito del giardiniere: come possiamo inquadrare l’attività?

Ecco alcuni aspetti da conoscere:

  • Inquadramento: ditta individuale (artigianato);
  • Obbligo di iscrizione al Registro delle Imprese;
  • Codice ATECO: 81.30.00 - Cura e manutenzione del paesaggio;
  • Cassa Previdenziale: Gestione Artigiani Inps.

Dunque, per aprire Partita IVA come giardiniere, bisogna presentare per via telematica la pratica ComUnica, che permette di comunicare con gli enti interessati (Camera di Commercio, Agenzia delle Entrate, Inps e Inail) e svolgere in contemporanea tutti i passaggi, e la SCIA presso il SUAP del proprio Comune.

In questa fase, va inoltre scelto il regime fiscale: ordinario o forfettario?

Vediamo, quindi, le caratteristiche del regime forfettario per il giardiniere.

a. Tassazione

Il regime forfettario prevede l’applicazione di una sola imposta sostitutiva (rispetto ad Irpef e addizionali) con aliquota al 15% sul reddito imponibile.

Il reddito imponibile, a sua volta, si ottiene mediante i due seguenti step:

  1. Moltiplicare il fatturato incassato per il proprio coefficiente di redditività (pari al 67% per il Codice ATECO utilizzato dal giardiniere).
  2. Sottrarre dal risultato - detto reddito lordo - i contributi previdenziali versati durante lo stesso anno d’imposta cui si riferisce la dichiarazione.

A questo punto, si può applicare l’aliquota al 15% o, nei casi in cui ciò è consentito, l’aliquota start-up al 5%, che però dura soltanto cinque anni.

Insomma, se consideriamo che l’aliquota Irpef per i redditi più bassi (da zero a 15.000 €) è del 23%, possiamo facilmente intuire quanto sia grande il risparmio!

b. Adempimenti

Il regime forfettario, per il giardiniere (e non solo per questa figura), significa semplificazione. Ovvero: una gestione burocratica più snella, rapida e comoda, che richiede il disbrigo di una mole inferiore di adempimenti durante l’anno.

Quali sono?

Innanzitutto, bisogna presentare la dichiarazione annuale dei redditi.

Altro punto da ricordare: non esiste una vera e propria contabilità per i giardinieri forfettari, in quanto non vi è obbligo di registrare le fatture in entrata ed in uscita. Tuttavia, è necessario conservarle e numerarle in ordine progressivo. 

c. Agevolazioni

Il regime forfettario prevede le seguenti agevolazioni:

  • Franchigia IVA → Le operazioni eseguite dai forfettari non sono soggette all’applicazione dell’IVA. Le conseguenze sono due: poter offrire tariffe più basse del 22% e assenza di adempimenti relativi (es. dichiarazione IVA). Insomma, scegliendo il regime forfettario, per il giardiniere è più facile emergere sul mercato e, al contempo, gestire la parte burocratica.
  • Fattura elettronica → I forfettari non sono obbligati ad emettere fatture elettroniche, a meno che non si tratti di operazioni rivolte ad enti pubblici.
  • Adempimenti → Chi sceglie il regime forfettario non è tenuto a presentare l’Esterometro, né ad effettuare studi di settore. 

d. Requisiti e limitazioni

Se hai deciso di aprire Partita IVA come giardiniere, puoi accedere al regime forfettario già dal primo anno, ma solo se non si verificano cause di esclusione.

Difatti, secondo le norme vigenti, non possono usufruire del regime forfettario:

  • persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini Iva o di regimi forfetari di determinazione del reddito;
  • soggetti non residenti in Italia, ad eccezione di coloro che risiedono in uno dei Paesi dell’Unione europea o, aderente all’Accordo sullo Spazio Economico Europeo (che assicuri un continuo e adeguato scambio di informazioni) e che producono in Italia almeno il 75% del reddito totale;
  • soggetti che effettuano, in via esclusiva o prevalente, cessione di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili o di mezzi di trasporto nuovi;
  • soggetti che contemporaneamente partecipano a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari, a meno che tali quote non vengano cedute entro lo stesso anno di apertura della P. IVA.

Chi svolge anche un lavoro subordinato può accedere al regime forfettario come giardiniere “freelance” se i redditi da lavoro dipendente non superano la soglia di 30.000 €, a meno che il rapporto non sia cessato entro l’anno precedente. 

Per mantenere il regime negli anni successivi al primo, oltre a non incorrere nelle cause ostative sopra elencate, bisogna prestare attenzione ai seguenti limiti:

  • 65.000 € di ricavi incassati;
  • 20.000 € per le spese destinate a dipendenti e/o collaboratori.

Sono, inoltre, esclusi dal mantenimento del regime:

  • soggetti che possiedono quote di partecipazione a società a responsabilità limitata, solo se sono presenti tutte le seguenti condizioni: 1) il sezionale è uguale a quello della P. IVA individuale; 2) il titolare della P. IVA esercita un controllo diretto/indiretto; 3) emette fattura nei confronti della stessa srl;
  • soggetti che esercitano prevalentemente nei confronti di datori di lavoro attuali o con cui sono intercorsi rapporti nei due anni precedenti, oppure di altri soggetti direttamente o indirettamente riconducibili a questi (tranne i periodi di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni).

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