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La scienza dei dati per monitorare le piante

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Tecnicamente si chiamano Big Data e rappresentano quell’enorme quantità di dati che nel caso degli esseri umani tengono traccia di preferenze in termini di acquisti, cibi, incontri, spostamenti, dando un’immagine del nostro stile di vita. Ma che succede se queste informazioni sono aggregate dal punto di vista delle piante? È quello che hanno fatto i ricercatori del Trinity College di Dublino, guidati da Yvonne Buckley: i risultati sono stati da poco pubblicati sulla rivista dell’Accademia delle scienze degli USA, il Pnas.Appoggiandosi a un database che contiene informazioni su sopravvivenza, crescita, riproduzione e poi morte di 418 specie, i ricercatori hanno definito modalità comuni di vita all’interno del regno vegetale, così da poter prevedere la risposta ai cambiamenti climatici. ''Sapere come le specie vegetali reagiscono a un mondo sempre più influenzato dalla crescita della popolazione umana e il cambiamento climatico è vitale per conservare la biodiversità'', ha spiegato Yvonne Buckley. Lo studio ha rivelato che con solo due dati chiave relativi alla storia della vita della pianta si possono spiegare una grande quantità di variazioni nella sua vita: quanto velocemente cresce e sopravvive e quanto spesso si riproduce. E questo indipendentemente da dove vive, l'aspetto e la specie cui è collegata. ''La nostra nuova categorizzazione del regno vegetale – ha concluso la coordinatrice dello studio - renderà più veloci e accurate questo tipo di previsioni, consentendoci di gestire le specie prima che spariscano''Fonte Ansa.it

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